Stampanti 3D

Sviluppo di nuovi materiali stampabili

 

La dottoressa Annalisa Chiappone è Ingegnere dei Materiali, Dottorato di Ricerca in Scienze dei Materiali al Politecnico di Torino. È autrice di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali e capitoli di libri specialistici.

Attualmente, la sua ricerca è prevalentemente focalizzata sullo sviluppo di nuovi materiali stampabili con funzionalità intrinseche (ad esempio conduttività elettrica, resistenza meccanica, proprietà ottiche, biocompatibilità …). Dal 2012 Annalisa Chiappone svolge le Ricerche di nuovi materiali all’interno dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), nel dipartimento di Tecnologie future sostenibili (https://www.iit.it/).

Nel febbraio del 2015 il team dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), del quale lei fa parte, ha acquistato una prima stampante DLP per il laboratorio, una macchina Robotfactory. Attualmente il Team utilizza due macchine Robotfactory, modello 3DLPrinter-HD 2.0+, per i test di stampa 3D sulle nuove formulazioni.

La dottoressa Annalisa Chiappone è stata invitata a partecipare e tenere un discorso durante il simposio ‘Additive Manufacturing and Functional Materials Symposium’  che si è svolto nei giorni 22 e 23 Giugno 2017, presso la University of Washington, in Seattle (USA)  (https://artsci.washington.edu/content/3-d-printing-symposium).

In occasione di un’intervista rilasciata ad una rivista specializzata nella stampa 3D, “Women in 3D Printing“, che è dedicata alle donne che promuovono, sostengono e inspirano l’uso della tecnologia di Additive Manufacturing, la dottoressa ha parlato anche di noi…

L’intervista completa è disponibile sul sito web:

https://womenin3dprinting.com/2017/06/21/annalisa-chiappone-it-is-essential-to-continue-to-improve-the-machines-technology-design-and-materials-to-remain-on-top-of-the-innovation/

L’ultima pubblicazione scientifica del team IIT, di cui è parte la dottoressa Annalisa Chiappone, presenta i risultati di uno studio su compositi stampabili 3D a base di ossidi di grafene. Questo studio dimostra che il PEO-acrilato composito contenente ossido di grafene (GO) può essere facilmente stampato in 3D utilizzando formulazioni a base di acqua. Sfruttando la buona affinità dell’acqua dell’ossido di grafene, il ‘filler’ può essere facilmente dissolto in formulazioni oligomeriche e stampato utilizzando un’attrezzatura DLP. Quindi il processo ‘post curing’ UV, sempre obbligatorio dopo un processo DLP, viene sfruttato in situ riducendo l’ossido di grafene incorporato nella matrice; contemporaneamente si sta studiando un trattamento termico come processo post stampa.

Le formulazioni preparate sono state stampate usando una Robotfactory 3DLPrinter-HD 2.0+ e i campioni ottenuti sono stati sottoposti ad un processo post curing eseguito con forno UV dotato si piattaforma rotante, fornito anch’esso da Robotfactory. Per l’articolo completo, effettuare download: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1359836817302421?via%3Dihub

 

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